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Visitmontazzoli è un progetto indipendente per far scoprire il borgo a visitatori e curiosi, ma anche per farlo ri-scoprire ai montazzolesi.
L’unico vero viaggio consiste
nel guardare il mondo con occhi nuovi.
Montazzoli è un paese di 750 abitanti in provincia di Chieti, situato nell’alto vastese, a 850 metri di altezza sul livello del mare. Immerso in un territorio rurale, collinare e montano che conserva un paesaggio inimitabile, fonte di grandi potenzialità in termini di turismo sostenibile.
Il borgo sorge sul colmo di una dorsale che fiancheggia da sinistra l’alto corso del Fiume Sinello, tra le boscose pendici del Monte Fischietto e innumerevoli sorgenti.
Nella valle del Sinello il ritardo dello sviluppo industriale ha contribuito in parte a preservare l’integrità del territorio e del paesaggio agrario.

E’ situato nelle vicinanze di due SIC (Siti di Interesse Comunitario) riconoscimenti consultabili presso La Rete Natura 2000, principale strumento della politica dell’UE per la conservazione della biodiversità e la salvaguardia delle specie di flora e fauna.
SIC IT7140121 denominato “Abetina di Castiglione Messer Marino”, istituito nel 1995 ed esteso per 630 ettari.
SIC IT7140211 denominato “Monte Pallano e Lecceta d’Isca d’Archi“, istituito nel 2003 ed esteso per 3.270 ettari.
Nella parte più alta di Montazzoli, sopra ad uno stretto sperone di roccia, sorge il Castello Franceschelli. Originariamente costruito come struttura difensiva, ha svolto un ruolo importante nel controllo e nella difesa del territorio circostante durante il medioevo. Nel corso del tempo, è stato oggetto di varie modifiche architettoniche e fu la famiglia Franceschelli, i cui discendenti ne sono ancora proprietari, a contribuire significativamente alla trasformazione e all’arricchimento conferendo al castello un’impronta rinascimentale e barocca.
Nelle vicinanze del castello si trova la Chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa eretta nel 1724 dopo l’abbandono dell vecchia Chiesa Parrocchiale Santa Maria del Purgatorio, sorge sul sito di una precedente cappella dedicata a San Vincenzo. Presenta uno stile barocco con una torre campanaria di ispirazione tardo romanica. Al suo interno, sull’altare maggiore, si trova un ciborio ligneo del Cinquecento e vari arredi sacri di valore artistico, tra cui una croce processionale del Quattrocento e pezzi di argenteria del Settecento.
Dietro alla parrocchiale è situata la Chiesa di Sant’Antonio, in origine fu la cappella privata dei Baroni Franceschelli. Sebbene la tradizione locale la faccia risalire al 1700, molto probabilmente le sue origini sono più antiche. L’interno è in stile barocco e conserva numerosi arredi e decorazioni di quell’epoca, tra cui un notevole organo del Settecento con una data di costruzione del 1741 incisa su di esso.
Fuori dal paese si trova la Chiesa di Santa Maria della Spogna, così chiamata perché sorge in un luogo roccioso di formazione carbonatica, una pietra detta localmente spugna. Lo stile è principalmente ottocentesco, con elementi barocchi nel portale e nel finestrone. All’interno si trova un organo del XIX secolo. Secondo la tradizione è stata costruita in quel sito per volere della Madonna, quando una inattesa nevicata coprì tutta la zona circostante rimase libera solo una piccola parte di terreno sul quale i fedeli costruirono la chiesa.
«Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».
Cesare Pavese, La luna e i falò